venerdì 6 dicembre 2013

"LA PERCEZIONE GIOVANILE DEL MERCATO DEL LAVORO NELLE MARCHE”: INTERESSANTI I RISULTATI DELL’INDAGINE, CHE VALE LA PENA DI APPROFONDIRE

Le interviste per la ricerca sono state realizzate con persone che lavorano a contatto con i giovani e con questionari rivolti direttamente a giovani residenti nelle Marche.
Alcuni trend
La precarietà appare come l’elemento destabilizzante. L’esigenza di stabilità e di continuità si scontra con le risposte del mercato. I giovani marchigiani non stanno però a guardare, ma effettivamente il periodo è difficile.
Si punta al lavoro come progetto per investire nel futuro. I giovani sono consapevoli del mutato scenario, non si sottraggono e comprendono la richiesta di flessibilità, ma vorrebbero, per questo, una retribuzione adeguata. Tra uomini e donne piccole variazioni di percentuali…
Giovani occupati 43,8% ; in cerca di lavoro 36,9% ; studenti 18,6 % ; inattivi 0,6%.
L’apprendistato è ancora in difficoltà a decollare e rappresenta solo 8,8%. Inoltre  l’elevato titolo di studio pare non garantire sempre occupazione. La mobilità non risulta  essere un vincolo: i rispondenti sono disposti a trasferirsi per lavoro, solo il 13 % non vuole spostarsi.
Emerge una sensazione diffusa di esclusione, le valutazioni sul mercato del lavoro sono spesso confuse e discordanti.  Tutto sommato però i giovani ritengono ancora che con impegno, competenze, spirito di iniziativa e un po’ di fortuna il lavoro non sia un tabù. Il titolo di studio viene reputato poco significativo per l’accesso al mercato del lavoro.
Figure rivelate dall’indagine
> Preoccupati - soprattutto donne che esprimono insicurezza e scarsa propensione al rischio…
> Fatalisti – aspettano l’evolversi senza preoccuparsi di ciò che verrà. In prevalenza uomini circa 10%. Diffusa assenza di progetti imminenti, con un atteggiamento rinunciatario …
> Conservatori - circa 8% del totale, persone con istruzione elevata che sono abituate alla stabilità e per le quali il mercato attuale viene vissuto come frustrante. Hanno un atteggiamento difensivo rispetto a ciò che hanno ottenuto nella propria vita professionale e se lo tengono stretto.
> Positivi – giovani e fiduciosi nelle loro possibilità, il 5%, in particolare uomini tra 30 e 35 anni con spiccata disponibilità a spostarsi, con alta e altissima qualifica professionale che vogliono di più e sono convinti di poterlo ottenere.
Il commento di Raffaele Morese, Presidente Nuovi Lavori, ha offerto una lettura molto interessante di questo quadro. L’idea del lavoro che ne esce è molto interessante e positiva. I giovani marchigiani individuano per il 7,42 % una priorità nell’utilità sociale del proprio lavoro e un 8,46% vive il lavoro come opportunità di crescita umana e professionale. La priorità alla stabilità contrattuale viene segnalata solo dal 3,76% degli intervistati.
In sintesi i giovani marchigiani risultano assolutamente pronti a svolgere bene la propria esperienza di lavoro, a patto che glielo si dia.
Sfatiamo inoltre il mito che studiare non premia. Il problema è studiare giusto, in modo adeguato e solido” – ha aggiunto Morese - “L’Italia, molti lo dimenticano, è la seconda potenza manifatturiera dopo la Germania. La percezione che ci è data dagli eventi e dall’informazione è che si scivoli verso la situazione della Grecia,  ma la realtà non è questa. Un terzo dell’attività produttiva italiana tira moltissimo, si fanno gli straordinari (domanda estero) invece un terzo (mercato interno) boccheggia e un terzo è morta soprattutto perché produceva per qualifiche basse destinate a scomparire con la morte delle imprese italiane scappate all’estero. La capacità di crisi va affrontata lavorando in corrispondenza tra quello che chiede il mercato e quello che si impara a scuola”.
Anche la differenza tra lavoro intellettuale e manuale si va minimizzando. Ora il settore che tira di più è l’agricoltura: sono intellettuali che si sono, per voglia o necessità, ri-trasferiti nel settore agricolo perché utilizzano modalità di impresa che hanno caratteristiche di corrispondenza con le proprie professionalità,  competenze e richieste del mercato.
Eclatante infine il dato che rivela l’apprezzamento per i CIOF – Centri per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione (39,8%, + abbastanza 31,7%) relativo all’ efficacia contro quello segnalato per le Agenzie di Lavoro, (1,2 % , + abbastanza 17,5%).
Ha quindi concluso Morese nelle Marche esistono ottime condizioni per valorizzare il materiale umano e le idee, che scaturiscono dall’indagine fatta sui giovani”.