Le interviste per la ricerca sono state
realizzate con persone che lavorano a contatto con i giovani e con questionari
rivolti direttamente a giovani residenti nelle Marche.
Alcuni
trend
La precarietà appare come l’elemento
destabilizzante. L’esigenza di stabilità e di continuità si scontra con le
risposte del mercato. I giovani marchigiani non stanno però a guardare, ma
effettivamente il periodo è difficile.
Si punta al lavoro come progetto per
investire nel futuro. I giovani sono consapevoli del mutato scenario, non si
sottraggono e comprendono la richiesta di flessibilità, ma vorrebbero, per
questo, una retribuzione adeguata. Tra uomini e donne piccole variazioni di
percentuali…
Giovani
occupati 43,8% ; in cerca di lavoro 36,9% ; studenti 18,6 % ; inattivi 0,6%.
L’apprendistato è ancora in difficoltà a
decollare e rappresenta solo 8,8%. Inoltre l’elevato titolo di studio pare non garantire
sempre occupazione. La mobilità non risulta essere un vincolo: i rispondenti sono disposti
a trasferirsi per lavoro, solo il 13 % non vuole spostarsi.
Emerge una sensazione diffusa di esclusione,
le valutazioni sul mercato del lavoro sono spesso confuse e discordanti. Tutto sommato però i giovani ritengono ancora
che con impegno, competenze, spirito di iniziativa e un po’ di fortuna il
lavoro non sia un tabù. Il titolo di studio viene reputato poco significativo
per l’accesso al mercato del lavoro.
Figure rivelate dall’indagine
> Preoccupati - soprattutto donne che
esprimono insicurezza e scarsa propensione al rischio…
> Fatalisti – aspettano l’evolversi
senza preoccuparsi di ciò che verrà. In prevalenza uomini circa 10%. Diffusa
assenza di progetti imminenti, con un atteggiamento rinunciatario …
> Conservatori - circa 8% del totale,
persone con istruzione elevata che sono abituate alla stabilità e per le quali
il mercato attuale viene vissuto come frustrante. Hanno un atteggiamento
difensivo rispetto a ciò che hanno ottenuto nella propria vita professionale e
se lo tengono stretto.
> Positivi – giovani e fiduciosi
nelle loro possibilità, il 5%, in particolare uomini tra 30 e 35 anni con
spiccata disponibilità a spostarsi, con alta e altissima qualifica professionale
che vogliono di più e sono convinti di
poterlo ottenere.
Il commento di Raffaele Morese, Presidente
Nuovi Lavori, ha offerto una lettura molto interessante di questo quadro. L’idea
del lavoro che ne esce è molto interessante e positiva. I giovani marchigiani
individuano per il 7,42 % una priorità nell’utilità sociale del proprio lavoro
e un 8,46% vive il lavoro come opportunità di crescita umana e professionale. La
priorità alla stabilità contrattuale viene segnalata solo dal 3,76% degli
intervistati.
In sintesi i giovani marchigiani
risultano assolutamente pronti a svolgere bene la propria esperienza di lavoro,
a patto che glielo si dia.
“Sfatiamo
inoltre il mito che studiare non premia. Il problema è studiare giusto, in modo adeguato e solido” – ha aggiunto
Morese - “L’Italia, molti lo dimenticano,
è la seconda potenza manifatturiera dopo la Germania. La percezione che ci è
data dagli eventi e dall’informazione è che si scivoli verso la situazione
della Grecia, ma la realtà non è questa.
Un terzo dell’attività produttiva italiana tira moltissimo, si fanno gli
straordinari (domanda estero) invece un terzo (mercato interno) boccheggia e un
terzo è morta soprattutto perché produceva per qualifiche basse destinate a
scomparire con la morte delle imprese italiane scappate all’estero. La capacità
di crisi va affrontata lavorando in corrispondenza tra quello che chiede il
mercato e quello che si impara a scuola”.
Anche la differenza tra lavoro
intellettuale e manuale si va minimizzando. Ora il settore che tira di più è
l’agricoltura: sono intellettuali che si sono, per voglia o necessità,
ri-trasferiti nel settore agricolo perché utilizzano modalità di impresa che
hanno caratteristiche di corrispondenza con le proprie professionalità, competenze e richieste del mercato.
Eclatante infine il dato che rivela
l’apprezzamento per i CIOF – Centri per l’Impiego, l’Orientamento e la
Formazione (39,8%, + abbastanza 31,7%) relativo all’ efficacia contro quello
segnalato per le Agenzie di Lavoro, (1,2 % , + abbastanza 17,5%).
Ha quindi concluso Morese “nelle Marche esistono ottime
condizioni per valorizzare il materiale umano e le idee, che scaturiscono
dall’indagine fatta sui giovani”.