venerdì 6 dicembre 2013

“I GIOVANI E IL LAVORO” NELLE MARCHE. LA REGIONE IN CAMPO A SOSTEGNO DELL’OCCUPAZIONE E DELLA QUALITÀ DELL’IMPRESA

Da tempo la Regione affronta il problema del rapporto tra giovani e lavoro cercando di approfondire tutti gli aspetti, sviluppando azioni che poi hanno dato risultati” ha iniziato l’assessore Luchetti -  “Abbiamo affrontato la questione della precarietà, abbiamo stabilizzato più di 1000 giovani in azienda. Si sa poco, ma i risultati sono buoni ed è un fatto importante.  Abbiamo inoltre avviato il prestito d’onore che cerca di rispondere all’esigenza di finanziare nuove attività e di dare un segnale importante contro la crisi: in controtendenza con tutta la nostra storia dagli anni ’50 in poi anche la nascita di nuove imprese è in crisi. Le Marche hanno sempre avuto una spinta eccezionale da questo punto di vista, che in questo momento è in rallentamento”.
L’Assessore ha quindi rilevato come su 100 attività solo 15 riescano a rimanere in piedi dopo la scomparsa del vecchio imprenditore fondatore. La start up di impresa diventa dunque la strada obbligata per dare ai giovani strumenti adatti a dar seguito alle loro idee e capacità. Sarà necessario rinforzare il tutoraggio al prestito d’onore, favorendo al massimo la formazione adeguata.
Particolare importanza viene attribuita anche alla collaborazione con gli enti educativi, in special modo con le Università. L’esperienza delle start up fatta con le università negli ultimi 13 anni ha dato ottimi risultati, molte imprese sono decollate attraverso questo rapporto e anche l’esperienza con le Province è andata bene.
Altro progetto interessante è stato “Eureka”, che si è innestato nel tessuto universitario in prospettiva imprenditoriale. Il programma si propone di far entrare la progettualità e le idee che nascono dalle Università all’interno delle piccole imprese. Sono stati 181 i dottorati di ricerca inseriti dalle 4 Università delle Marche.
Si è cercato inoltre di normare tutto il settore dell’apprendistato e regolamentare quello della ricerca per agevolare al termine dell’iter la possibilità di assunzione. Tutto si inquadra in una politica di organizzazione dei processi di istruzione che devono convergere sulle strategie generali.  Tutto il processo della scuola è un ambito importantissimo e si collega all’istruzione professionale che sta andando “a rotoli” negli ultimi anni.
La Regione Marche ha fatto un percorso, qualificando docenti per far trovare ai ragazzi le competenze necessarie a formarli dopo l’uscita dalla scuola professionale e a trovare, quindi, lavoro per le specifiche competenze maturate.  Fondamentale è l’alternanza scuola-lavoro per rendere consapevoli i ragazzi di cosa vanno ad affrontare, già durante il periodo di studi. 
La Regione si è inoltre spesa per nuovi processi d’istruzione, come gli ITS - Istituti tecnici superiori, che attribuiscono una nuova tipologia di diploma, basata su percorsi di alta professionalizzazione, con 6 corsi in area calzatura, green, nautica, che stanno rispondendo in modo interessante alle nuove esigenze. I ragazzi sono entusiasti così come le imprese che riescono direttamente ad interessarsi ed intervenire nella qualifica professionale. Questa è una cosa formidabile, dai contenuti formativi al metodo alla gestione realizzata attraverso apposite Fondazioni. Più della metà dei ragazzi che escono dagli ITS sono già occupati ed è la prima volta che gli imprenditori possono entrare nel merito della formazione e l’esito è stato ed è molto importante.

Infine l’assessore Luchetti ha posto l’accento sul manifatturiero regionale: “Dobbiamo inoltre affrontare il problema del comparto manifatturiero nella nostra regione. Dobbiamo comprendere che sono cambiate le cose con le nuove tecnologie, dobbiamo sollecitare nuove azioni e realtà produttive tenendo ben in conto il panorama internazionale. Agire con l’aiuto dei Fondi Europei verso gli obiettivi che ci siamo prefissi con idee e intelligenza per risposte adeguate e di qualità. Specie nel manifatturiero non possiamo rispondere con la quantità ma con la qualità e le alte competenze prima che la crisi  le faccia sparire”.