“Da
tempo la Regione affronta il problema del rapporto tra giovani e lavoro cercando
di approfondire tutti gli aspetti, sviluppando azioni che poi hanno dato risultati”
ha iniziato l’assessore Luchetti - “Abbiamo affrontato la questione della
precarietà, abbiamo stabilizzato più di
1000 giovani in azienda. Si sa poco, ma i risultati sono buoni ed è un
fatto importante. Abbiamo inoltre
avviato il prestito d’onore che cerca di rispondere all’esigenza di finanziare
nuove attività e di dare un segnale importante contro la crisi: in
controtendenza con tutta la nostra storia dagli anni ’50 in poi anche la
nascita di nuove imprese è in crisi. Le
Marche hanno sempre avuto una spinta eccezionale da questo punto di vista, che
in questo momento è in rallentamento”.
L’Assessore ha quindi rilevato come su
100 attività solo 15 riescano a rimanere in piedi dopo la scomparsa del vecchio
imprenditore fondatore. La start up
di impresa diventa dunque la strada obbligata per dare ai giovani strumenti
adatti a dar seguito alle loro idee e capacità. Sarà necessario rinforzare il
tutoraggio al prestito d’onore, favorendo al massimo la formazione adeguata.
Particolare importanza viene attribuita anche
alla collaborazione con gli enti educativi, in special modo con le Università.
L’esperienza delle start up fatta con le università negli ultimi 13 anni ha dato
ottimi risultati, molte imprese sono decollate attraverso questo rapporto e
anche l’esperienza con le Province è andata bene.
Altro progetto interessante è stato “Eureka”,
che si è innestato nel tessuto universitario in prospettiva imprenditoriale. Il
programma si propone di far entrare la progettualità e le idee che nascono
dalle Università all’interno delle piccole imprese. Sono stati 181 i dottorati
di ricerca inseriti dalle 4 Università delle Marche.
Si è cercato inoltre di normare tutto il
settore dell’apprendistato e regolamentare quello della ricerca per agevolare
al termine dell’iter la possibilità di assunzione. Tutto si inquadra in una
politica di organizzazione dei processi di istruzione che devono convergere
sulle strategie generali. Tutto il
processo della scuola è un ambito importantissimo e si collega all’istruzione
professionale che sta andando “a rotoli” negli ultimi anni.
La Regione Marche ha fatto un percorso, qualificando
docenti per far trovare ai ragazzi le competenze necessarie a formarli dopo
l’uscita dalla scuola professionale e a trovare, quindi, lavoro per le
specifiche competenze maturate. Fondamentale è l’alternanza scuola-lavoro
per rendere consapevoli i ragazzi di cosa vanno ad affrontare, già durante il
periodo di studi.
La Regione si è inoltre spesa per nuovi
processi d’istruzione, come gli ITS - Istituti tecnici superiori, che
attribuiscono una nuova tipologia di diploma, basata su percorsi di alta
professionalizzazione, con 6 corsi in area calzatura, green, nautica, che
stanno rispondendo in modo interessante alle nuove esigenze. I ragazzi sono
entusiasti così come le imprese che riescono direttamente ad interessarsi ed
intervenire nella qualifica professionale. Questa è una cosa formidabile, dai
contenuti formativi al metodo alla gestione realizzata attraverso apposite
Fondazioni. Più della metà dei ragazzi che escono dagli ITS sono già occupati
ed è la prima volta che gli imprenditori possono entrare nel merito della
formazione e l’esito è stato ed è molto importante.
Infine l’assessore Luchetti ha posto
l’accento sul manifatturiero regionale: “Dobbiamo
inoltre affrontare il problema del comparto manifatturiero nella nostra
regione. Dobbiamo comprendere che sono cambiate le cose con le nuove
tecnologie, dobbiamo sollecitare nuove azioni e realtà produttive tenendo ben
in conto il panorama internazionale. Agire con l’aiuto dei Fondi Europei verso
gli obiettivi che ci siamo prefissi con idee e intelligenza per risposte
adeguate e di qualità. Specie nel manifatturiero non possiamo rispondere con la
quantità ma con la qualità e le alte competenze prima che la crisi le faccia sparire”.