Il
sindaco di Recanati Francesco Fiordomo ha
portato i saluti della città
ospitante, ricordando Giacomo Brodolini, il padre dello statuto dei lavoratori.
“L’alta levatura morale del nostro concittadino deve rappresentare un esempio,
specie in momenti di difficoltà come questi” – ha commentato. Il lavoratore
deve venire prima di tutto, non può essere un semplice numero o un mero fattore
economico da inserire in bilancio fra costi e ricavi. Nella nostra regione ci
sono lavoratori che hanno vissuto tutta la propria esistenza all’interno di
un’azienda, per farla crescere e, con essa, anche il territorio. Lo statuto dei
lavoratori significa garanzie, sicurezza e sviluppo nella coesione sociale. Uno
sviluppo sostenibile all’insegna della solidarietà che crede nei giovani e nei
valori positivi che incarnano. Bisogna superare la crisi partendo dalla
centralità del lavoro”.
L’Assessore regionale Marco Luchetti ha
rilevato come il Premio stia entrando nel cuore di tutti. “Valore Lavoro è nato
ormai cinque anni e sta diventando sempre più importante. Il lavoro è uno dei
capisaldi della nostra comunità, ma la situazione è delicata.
Si
stanno perdendo molti posti di lavoro, non si è usciti dalla crisi e chi fa
previsioni in merito ci preannuncia che il 2012 sarà abbastanza duro. Anche i
provvedimenti recentemente assunti dal governo centrale lo fanno capire.
Da
parte nostra dobbiamo convincerci di un dato: non possiamo aspettare che
qualcuno ci risolva i problemi. La nottata non passerà e allora dobbiamo
rimboccarci le maniche e trovare strade originali che ci diano la possibilità
di riprenderci. Ci vuole unità tra lavoro e capitale, in un quadro di
responsabilità collettiva che unisca tutte le forze. L’individualismo
generalizzato maturato negli anni e in altre condizioni di mercato frena le
nostre capacità di ripresa. Dalla fabbrica agli altri ambienti di lavoro,
dobbiamo essere e rischiare insieme.
Il
premio alle imprese segnalate per le loro buone pratiche deve essere un segnale
positivo in questa direzione che comprende le questioni della sicurezza e del
rispetto del lavoro. Sono al nostro fianco per questo i rappresentanti della Federazione dei
Maestri del Lavoro d’Italia - Consolato Regionale Marche.
Come
Regione abbiamo lanciato un progetto: un’indagine sulla responsabilità sociale
di impresa. L’esito è che le aziende che hanno seguito le buone pratiche sono
quelle che sono risultate più produttive. Ecco la saldatura virtuosa che passa
per la riscoperta delle nostre comuni responsabilità”.
Interessanti e
incisivi gli interventi dei premiati che hanno fatto comprendere il valore e
l’opportunità costituita dalle buone pratiche nel sistema del lavoro,
dall’utilizzo del FSE e dalla collaborazione con i Centri per l’impiego
provinciali.
Riccardo Castriota, titolare
della Cooperativa Sociale Atlante ha raccontato in sintesi la sua esperienza e
sollecitato la massima attenzione al sociale: “Sono 15 anni che operiamo nel
settore e siamo attenti alle persone svantaggiate della nostra zona. La Regione
ha dimostrato la giusta sensibilità e noi chiediamo di continuare le politiche
sociali intraprese anche in questo momento di crisi. Il nostro progetto è
denominato Qualità totale e si riferisce
ai ragazzi impiegati nell’attività lavorativa. Oltre il 50% del lavoro nella
nostra azienda è effettuato da ragazzi disabili."
Paolo Santarelli di Ecoservice ha
dichiarato: “Nel nostro settore sono importanti i giovani perché sanno dare un
valore aggiunto al lavoro. Lavoriamo in un settore nuovo dove tutto è ancora da
costruire, facciamo cartucce per stampanti e riutilizziamo il rifiuto”.
Da Andrea Ceccarelli della Gerico arriva
un punto di attenzione per il binomio solidarietà e sostenibilità: “Abbiamo
inserito persone con svantaggio psichico e, già da due anni, abbiamo messo in
rete 40 aziende del nostro territorio sul tema della bio-sostenibilità.
Vogliamo condividere il nostro progetto e far crescere la cultura del rispetto
dell’ambiente. Lo stiamo facendo utilizzando anche il FSE e collaborando con il
Ciof. Abbiamo partecipato al bando per un corso sul biologico e chilometro
zero, ci siamo formati come operatori, poi abbiamo messo la nostra esperienza
sul mercato”.
Marco Gianfelici ha illustrato la
pratica di NonSoloStampa. “Abbiamo realizzato un asilo aziendale, con contratti
part-time e bonus bebè. Tutto nasce da un’esperienza familiare. Abbiamo 7
figli. Ci poniamo l’obiettivo, in famiglia e nel lavoro, di lasciare un mondo
migliore di quello che abbiamo trovato. Reinvestiamo in azienda per farla
crescere e in stile cooperativa perseguiamo un progetto da divulgare e
condividere con tutte le aziende che vorranno farlo proprio. E’ un modello
alternativo di business possibile”.
Per Alessandro Quagliarini della Santarelli
Costruzioni è fondamentale l’attenzione alla salute. “Gestiamo 1.800 operai e
cantieri in tutta Italia. L’obiettivo della sicurezza assoluta lo vediamo non
solo come linea di prevenzione ma anche come gestione. Lavoratori e dirigenti,
da noi, seguono corsi di formazione insieme e mettono in pratica strategie di
condivisione comune”.
Il fondatore
della ditta Simam, Tommaso Rossi ha
parlato del progetto aziendale denominato Etica-mente. “Abbiamo prodotto per
questo una carta dei valori. Il progetto vuole perseguire l’obiettivo
d’equilibrio fra reddito d’impresa e sua redistribuzione. Questa a nostro
parere è una pratica che dà futuro all’azienda. Il reddito subito intascato non
è salutare per l’impresa. Ci siamo impegnati a fare una battaglia contro la
delocalizzazione dalle Marche e dall’Italia e la stiamo ancora facendo. Abbiamo
pagato qualcosa all’inizio ma oggi possiamo dire forte, che è possibile creare
posti di lavoro e non solo con l’internazionalizzazione. Anche il rapporto fra
scuola e mondo del lavoro è di fondamentale importanza. La ricerca che porta
sviluppo è quella applicata al lavoro. Abbiamo coinvolto le università
chiarendo quali sono le esigenze dell’impresa e, di conseguenza, creato
specifiche borse di studio e una divisione di ricerca all’interno della nostra
società”.
Per Elena Angelini e Laura Capponi della Ykk Mediterraneo “È ancora prematuro tirare
conclusioni definitive per quanto riguarda la nostra esperienza ma possiamo
dire di aver ricevuto un feedback positivo che ha consentito di distribuire una
quota rilevante dell’utile 2010 ai dipendenti più meritevoli. Abbiamo coinvolto
i lavoratori anche per individuare le possibili aree di miglioramento. Anche la
collaborazione che abbiamo col Ciof si è rivelata importante e utile, in
particolare nella selezione dei lavoratori di categorie protette. Siamo
riusciti, intanto, ad ottenere un incrocio virtuoso tra domanda ed offerta con
il miglioramento dei risultati per la nostra realtà aziendale”.
La giornata è
stata chiusa dall’assessore Luchetti che ha auspicato un più intenso
coinvolgimento dei giovani e rammentato come il lavoro non possa mirare solo al
benessere individuale, ma la sua organizzazione deve essere capace di
rilanciarci nella piena consapevolezza che il valore reale al quale tendere è
quello espresso, in modo collettivo, dalla comunità.