giovedì 15 dicembre 2011

PRESENTATI I RISULTATI DELLA VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA CREAZIONE DI IMPRESA FINANZIATI CON IL POR FSE MARCHE 2007 – 2013


L’intervento è stato tenuto da Giuseppe Fiorani, CAPP-Università di Modena e Reggio Emilia  co-direttore della Attività di valutazione in itinere del POR Marche FSE 2007/2013 ATI Fondazione G.Brodolini – Istituto per la Ricerca Sociale della Fondazione Brodolini.

Tra le diverse iniziative della Regione Marche a sostegno delle attività economiche, la valutazione indipendente FSE si è occupata di due azioni che nell’ultimo anno sono state promosse con il contributo del FSE e che riguardano il sostegno alla nuova imprenditorialità.

Il fattore imprenditoriale è un elemento decisivo della creazione di posti di lavoro e allargamento della base economica.  Soprattutto in situazioni di stagnazione come quella italiana, la capacità individuale di uscire da imprese tradizionali e di aprirne altre, di sfruttare opportunità che altri non vedono e aprire strade nuove, di mettere alla prova le abilità personali, è un fattore molto importante della dinamicità di una economia. Senza questo fattore l’investimento pubblico in infrastrutture o servizi da solo non genera uno sviluppo che si auto sostiene, ma spesso genera dipendenza.

Naturale quindi che anche il Fondo Sociale Europeo sostenga non solo le tradizionali politiche formative per l’adattabilità e l’occupabilità dei lavoratori, o l’inclusione degli svantaggiati; ma che punti a fornire a occupati o a disoccupati, che se la sentono, una opportunità per mettersi in proprio, per creare una nuova impresa e con essa nuova occupazione.

Il problema è quale forma di incentivo scegliere: finanziamenti in conto capitale o servizi reali? Quale ha la maggiore probabilità di successo? La discussione sulle esperienze di incentivazione condotte in Italia, in Europa – per limitarsi al contesto più vicino - è tuttora accesa e controversa.

La Regione Marche ha usato entrambe le leve. Con l’intervento a sostegno della creazione d’impresa concede un finanziamento a fondo perduto a nuove imprese promosse da lavoratori – anche svantaggiati - che si impegnano a creare occupazione; con il prestito d’onore, aiuta con esperti i lavoratori disoccupati o in cassa integrazione  a costruire un business plan da presentare alla banca, per ottenere un prestito a condizioni particolarmente vantaggiose.

Più precisamente, il Sostegno alla creazione d’impresa è uno strumento di politica attiva del lavoro che, in base all’art.23 L.R.2/2005, si articola sui tre assi Adattabilità, Occupabilità ed Inclusione Sociale del POR FSE 2007-2013 . Possono beneficiare di questo sostegno finanziario le imprese costituitesi dopo la pubblicazione di appositi avvisi pubblici di livello provinciale, che fissino la loro sede operativa nel territorio regionale. I contributi possono raggiungere l’importo massimo di € 25.000, elevabile fino a 30.000 nel caso il progetto occupi individui disabili o espulsi dal mercato del lavoro. La selezione delle proposte avviene in base a criteri di affidabilità e  di  livelli occupazionali previsti. Le imprese finanziate non devono modificare nei tre anni successivi all’ottenimento del finanziamento nessuna delle caratteristiche previste dal loro progetto.
Il Prestito d'Onore Regionale è un analogo strumento attivo nel periodo 2006-2007 e riproposto nel 2010-2011, che ha il fine di favorire l'avvio di nuove imprese attraverso la concessione di "microcredito" a medio termine, senza le usuali garanzie per i prestiti  bancari e con l'erogazione di servizi di assistenza tecnica gratuiti ai neo imprenditori.

I beneficiari sono persone fra i 18 ed i 60 anni, residenti da almeno 6 mesi nella Regione Marche, che siano disoccupate o inoccupate ai sensi del D.Lgs. n. 297/2002 o sospese  per cassa integrazione; o che siano donne occupate "over 35". Gli importi massimi dei prestiti concedibili sono di € 25.000 nel caso di imprese Individuali e di Società con meno di 3 soci; di € 50.000 nel caso di Società con almeno 3 soci.  La durata del finanziamento è di 6 anni ad un tasso d’interesse fisso e comprensivo di spread del 3,2%.
Gli interessi sono rimborsati dal soggetto finanziato in un’unica soluzione decorsi 12 mesi dalla prima somministrazione del credito.

Le risorse impegnate dalla Regione Marche per la creazione d‘impresa sono ad oggi 12 milioni euro, circa 600 i progetti approvati, di cui già avviati 367, per un costo medio per progetto di 20.000 euro, e una ricaduta occupazionale (tenendo conto di due addetti medi a progetto, senza contare il neo imprenditore) di 1.200 nuovi occupati a regime. 
Per quanto riguarda il prestito d’onore, la Regione ha impegnato un ulteriore 1,6 milioni euro, in gran parte a copertura dell’assistenza al neo imprenditore per presentare il business plan alla banca, e in minima parte per coprire i costi di istruttoria bancaria.

La valutazione in itinere di queste attività – in gran parte ancora in corso – ha esaminato il processo di attuazione dell’intervento: le procedure, le persone coinvolte, le difficoltà incontrate, la consistenza dei progetti di impresa e i loro rischi, le prospettive.
Si è raccolta l’opinione dei neo imprenditori nel Luglio 2011 (il campione era consistente: comprendeva la metà di tutti i progetti approvati a Giugno 2011; 160 per la creazione d’impresa, 155 per il prestito d’onore). Questa attività valutativa ha permesso di rilevare come i due interventi hanno interessato platee differenti di destinatari e  hanno promosso progetti di impresa con rischiosità diverse. In breve, si tracciano i profili comparati delle caratteristiche che maggiormente differenziano i due interventi. I termini di maggiore o minore vanno intesi con riferimento all’intervento di comparazione.

Per quanto riguarda la Creazione di impresa, i partecipanti hanno una istruzione superiore (laureati 39%; obbligo 15%) , una minore esperienza di disoccupazione (45% vs 70%) , una minore mobilità tra posti di lavoro e una durata di permanenza nello stesso lavoro molto più lunga. Inoltre, dichiarano di avere competenze prevalentemente tecniche e di essere venuti a conoscenza dello strumento soprattutto tramite internet, o tramite le associazioni imprenditoriali.
Per quanto riguarda il progetto, la percezione che il rischio sia basso è modesta  (39%); infatti gli utili si inizieranno a percepire dal 3-4° anno . La copertura dell’incentivo sull’investimento complessivo del progetto è 39%. Il neo-imprenditore destinatario di questo intervento appare più “solido”: le spese di progetto sono sostenute prima di conoscere l’esito della selezione; il versamento della fidejussione al momento del primo acconto implica una discreta autonomia patrimoniale. Il progetto d’impresa richiede l’assunzione di collaboratori qualificati, non facili da reperire e per i quali sono opportuni interventi formativi. Le minacce per il successo del progetto sono il peso burocratico della rendicontazione; i problemi di liquidità e dei costi; l’instabilità economica.
Passiamo ora alle caratteristiche dell’intervento Prestito d’onore. Qui i partecipanti sono persone con  livello di istruzione medio-bassa (laureati 14%; obbligo 37%) e con maggiore esperienza di disoccupazione (70%) e di elevata mobilità tra posti di lavoro. Dichiarano di possedere competenze relazionali o commerciali e di essere venuti a conoscenza della opportunità soprattutto tramite internet o i conoscenti.
I progetti promossi dal prestito d’onore presentano un rischio basso per il 72% degli imprenditori intervistati, i quali prevedono utili già dal 1-2 anno (80%). La copertura dell’incentivo sull’investimento complessivo  è del 61%; le spese di progetto vengono sostenute solo dopo la concessione del prestito. L’eventuale necessità di collaboratori richiede che siano di tipo flessibile, facili da reperire. Gli interventi formativi previsti sono per il titolare. Infine, le minacce al successo dell’iniziativa sono anzitutto  la crisi economica e la concorrenza; la piccola dimensione, la mancanza di conoscenze tecniche e le relazioni coi fornitori.
In conclusione, si può dire che le due iniziative hanno finora avuto successo in termini di partecipazione e di numero di progetti approvati e avviati, il che dimostra che queste politiche hanno colto un bisogno reale della società, delle persone e delle attività economiche.
La creazione di impresa punta a creare direttamente occupazione. Le procedure sono più impegnative per la necessità che l’uso del capitale pubblico sia garantito dal rischio di comportamenti opportunistici. Ciò richiede imprenditori più «strutturati», anche con l’ausilio di consulenti e di associazioni, che sostengano l’impresa anche dopo la concessione della sovvenzione.
Il prestito d’onore punta ad aiutare lavoratori disoccupati a cimentarsi con l’opportunità dell’auto-impiego e a rafforzare l’imprenditorialità del sistema produttivo, attraverso l’accesso al credito e soprattutto con la fornitura di un servizio reale di tutorship, cioè di accompagnamento e di formazione personalizzati.
Un giudizio definitivo sarà possibile solo tra un anno o due, quando si conosceranno  i tassi di sopravvivenza delle nuove imprese create, i loro livelli occupazionali e reddituali.