Una cerimonia dal forte significato simbolico, quella
dell’8° edizione del Premio Valore Lavoro che, oltre ad offrire il giusto
riconoscimento alla buona imprenditoria marchigiana, ha fornito vari spunti di
riflessione e di confronto a tutti i presenti.
L’assessore regionale al Lavoro Istruzione
Formazione Marco Luchetti, nel suo intervento introduttivo, ha posto l’accento su
come il lavoro debba essere re-intrepretato, pur restando elemento centrale,
basandosi sulla persona e sulle sue capacità di ”leggere” i tempi nuovi.
Occorre, infatti, dare un nuovo valore al lavoro,
inteso non solo come diritto e strumento di emancipazione per tutti, ma anche
come valore comunitario e responsabilità comune. Le buone pratiche offerte
dalle imprese candidate, in cui l’azienda ha attuato progetti innovativi,
formativi, di ricerca e sviluppo, o migliorativi a favore delle proprie risorse
umane, hanno indicato la nuova strada, che è quella della comune
responsabilità, sia da parte dell’imprenditore sia del lavoratore.
Il rapporto va reinterpretato, facendo capire ai
nostri ragazzi che lo sviluppo si crea insieme: questa è la vera innovazione,
la comune responsabilità. I nuovi imprenditori non sono solamente quanti riescono
a trasformare un’idea in impresa, ma quanti sanno reinterpretare il loro ruolo
in una visione comune, solidale, partecipativa.
E’ fondamentale in questo senso anche il sistema
dell’istruzione - dalla scuola alla formazione con l’Università - che
resta elemento fondante per ispirare la giusta strada, perché alle base delle
idee occorre preparazione, cultura, competenze, strumenti che permettano di
affrontare mercati globalizzati internazionali.
Infine l’assessore ha voluto ricordare che il
Consiglio Regionale ha recentemente approvato una legge per premiare le imprese
“amiche del sociale”, che facilitano l’inserimento lavorativo delle persone
svantaggiate.
Come in tema di sicurezza sul lavoro, anche in
tempi difficili, non bisogna assolutamente abbassare la guardia ed evitare che
le necessità contingenti ci facciano dimenticare chi già vive in situazioni di personale
difficoltà.