E’ stato l’Assessore al Lavoro Istruzione
Formazione della Regione Marche, Marco Luchetti a fornire alcune anticipazioni del
Programma Operativo Fondo Sociale Europeo Marche 2014 – 2020, proprio nel corso
del Comitato di Sorveglianza, ancora focalizzato sulla programmazione in
chiusura.
La giunta regionale ha infatti approvato a metà
giugno la proposta di programma operativo Marche, sia come Fondo Sociale
Europeo, ma anche come Fondo Europeo Sviluppo Regionale e Fondo Europeo
Sviluppo Agricolo Regionale e quindi ha preso avvio l’iter in Consiglio
regionale.
Nelle Marche, a differenza di molte altre Regioni
dove i POR vengono approvati solo dalla Giunta, è prevista l’approvazione anche
da parte del Consiglio, e questo ovviamente comporta almeno un mese in più di
attività istituzionale.
Complessivamente i tre fondi discussi in Giunta ammontano
ad 1 miliardo 168 milioni di euro, 288
del Fondo Sociale Europeo, 337 del FESR e 538 del PSR: saranno le uniche risorse a disposizione come
Regione, perché le restanti voci sono state azzerate.
Punto di partenza è stato la presentazione degli
obiettivi del Fondo Sociale Europeo; i quattro assi operativi del POR FSE (c’è poi
un quinto asse che è quello dell’Assistenza Tecnica) corrispondono pienamente
con gli ultimi obiettivi della strategia di Europa 2020:
Occupazione e sostegno alla mobilità dei
lavoratori
Inclusione sociale e lotta alla povertà
Istruzione, competenze e apprendimento permanente
Potenziamento della capacità istituzionale e
amministrazioni pubbliche efficienti
Sul
quadro finanziario vi sono note positive, poiché vi è stato un incremento di
risorse rispetto alla programmazione 2007 – 2013 dovuto essenzialmente, da un
lato, all’incremento delle risorse del Bilancio europeo per quello che riguarda
la categoria delle Regioni più sviluppate (addirittura del 40%), dall’altro all’incremento
del peso della Regione Marche nel riparto tra le Regioni italiane, dovuto
essenzialmente al peggioramento degli indicatori di contesto socio economico,
soprattutto quelli legati al mercato del lavoro.
L’incremento
complessivo tra FESR ed FSE è stato di oltre 50 milioni di euro, quindi circa
un 10 % in più.
La
ripartizione interna alla Regione tra FESR e FSE è cosi distribuita: FESR 53,9%,
FSE 46,05%.
L’attuale
riparto 2007 – 2013 è FESR 50,6% e FSE 49,4%.
Questo
non significa che c’è stata un’inversione di tendenza a scapito del Fondo
Sociale Europeo, perché si deve tenere conto che alle politiche del lavoro, della formazione e delle risorse umane, è possibile aggiungere i 29,3 milioni di
euro della Garanzia Giovani, così come le risorse di alcuni programmi
nazionali, in particolare quello sull’inclusione, che saranno sì gestiti a
livello nazionale, ma le cui risorse ricadranno sui territori.
Quindi,
stimando la European Youth Guarantee, più una stima delle risorse PON,
sostanzialmente la scelta della Giunta è stata di mantenere inalterato il peso
quasi paritario tra politiche FESR e politiche FSE.
I cinque assi del nuovo POR
L’asse
1 “Occupazione” è quello che fa la parte del leone, il 67 % dell’intero
programma, e non poteva essere altrimenti visti i dati di contesto della Regione.
L’asse
5 “Assistenza tecnica” incide per 3,3% e da regolamento il limite massimo è il
4%, in passato è sempre stato del 4 per cento, questa volta la Giunta ha voluto
fare la scelta di limitare l’Assistenza tecnica indispensabile per liberare più
risorse possibili per quelle che sono le azioni sul territorio.
Complessivamente
il POR mette a disposizione 288 milioni essenzialmente, quindi circa 9 milioni in più rispetto
all’attuale POR.
Nell’Asse “Occupabilità” sono compresi:
1 - accesso
all'occupazione
2 – giovani
3 –
creazione impresa
4 –
conciliazione
5 –
adattabilità
6 –
invecchiamento attivo
7 -
istituzioni mercato lavoro
Nell’Asse “Istruzione”:
1- abbandono
scolastico
2 - qualità
istruzione
3 -
formazione permanente
4 -
istruzione e formazione
Nell’Asse “Inclusione Sociale”:
1- inclusione attiva
2 - comunità
emarginate
3 -
antidiscriminazione
4 - accesso
a servizi
5 - economia
sociale
6 - sviluppo
locale da collettività
Nell’Asse “Capacità Istituzionale”:
1- capacità
istituzionale amministrazione pubblica
2 -
rafforzamento parti interessate; patti settoriali / territoriali di riforma
Tra le novità vale la pena di
segnalare la Priorità 9.4 – Accessibilità ai servizi socio-sanitari, che è
anche un po’ l’elemento principale di questa programmazione rispetto alle
precedenti, cioè l’accesso ai servizi socio assistenziali, servizi di cura,
anche in una logica di servizi a supporto della conciliazione dei tempi di
diritto del lavoro, quindi servizi per i minori, per gli anziani.
Infine, l’altra novità della
programmazione è quella dell’asse “Capacità istituzionale” che, tra le altre
cose, prevede la possibilità, com’era nel 2000 – 2006, di fare formazione anche
per i dipendenti pubblici, cosa che non era di fatto consentita in questa
programmazione.
