Non accade spesso che i giovani siano chiamati, da
parte delle istituzioni pubbliche, ad
elaborare riflessioni critiche ed a fornire proposte concrete sulla costruzione
del loro futuro.
Il convegno dello scorso 18 aprile è stato quindi
un’occasione speciale per poter dire la propria: 6 Tavoli, composti dai giovani
rappresentanti delle diverse associazioni di categoria e sindacali, Coldiretti,
Confindustria Marche, CNA, Confartgianato, Cisl, CGIL, Confcooperative, Cia
Marche, Confapi, e delle Camere di Commercio, si sono confrontati su nodi
critici e proposte sul mercato del lavoro, per far emergere alcuni macro-temi e
indicazioni per nuove politiche attive del lavoro
“Questa
riflessione - ha commentato l’Assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti
- era estremamente utile, non solo come
momento di sintesi di idee per una nuova cultura del lavoro, ma perché è ora che non siano più gli anziani
a costruire il futuro delle nuove generazioni,
ma gli stessi portatori di interessi ed esigenze abbiano voce fondante.
Un “cambio di
passo”, dettato non solo dalla forte crisi occupazionale giovanile (le Marche
nel 2012 si attestano sul 9,2% rispetto a una media nazionale dell’11%) ma
dalla consapevolezza da parte del Governo regionale che i giovani saranno i
protagonisti di un nuovo modello di sviluppo, le cui basi vanno gettate fin
d’ora, cogliendo collettivamente quante più opportunità possibili per adottare
scelte e politiche mirate ad “accendere” nuovi motori di crescita.
Certo è
difficile in questo momento di grave difficoltà prefigurare precisamente la
rotta del cambiamento ma è certo che l’impresa non può più essere solo basata
sul rapporto capitale/lavoro /profitto e quindi solo sul profilo quantitativo,
ma anche sulla responsabilità sociale e collettiva come elemento qualitativo e
qualificante dello stesso concetto di impresa. Va costruita un’integrazione tra
impresa, lavoratori, istituzioni, comunità per rimodulare i ruoli e ripensare
insieme ad un nuovo sviluppo ed è importante che questo processo trovi i
giovani pronti ad esserne parte attiva”.
Tra le criticità rilevate e sintetizzate dai portavoce
dei tavoli di lavoro, sono stati evidenziati la necessità di un più organico
orientamento dei giovani al mercato del lavoro ora troppo frammentario e
settoriale, la sempre più stringente necessità di mettere in rete i vari
soggetti che si occupano di queste attività,
l’inserimento della cultura del lavoro e imprenditoriale nei percorsi di
istruzione e non solo alla fine degli studi, una formazione qualitativamente
più elevata e di più facile accesso in termini di migliore informazione dei
percorsi formativi che si svolgono sul territorio.
Come modello è stata indicata l’impresa agricola
che attraverso fattori trasversali, come quello ambientale, turistico e
culturale si è trasformata, caricandosi di innovativi valori positivi che
attraggono anche professionalità intellettuali e non solo strettamente legate
al lavoro agricolo.