venerdì 15 marzo 2013

Contratti di Solidarietà: confermato anche per il 2013 l’impegno della Regione Marche in difesa del Lavoro


Purtroppo, anche per il 2013, si va confermando lo scenario recessivo dell’economia nazionale, già sperimentato nel 2012, che avrà inevitabili ricadute anche sul sistema economico e occupazionale regionale. Nell’anno precedente il ricorso agli ammortizzatori sociali si è mantenuto a livelli ancora molto elevati, mentre continua ad aumentare il ricorso a tipologie contrattuali precarie e discontinue (contratti a termine, lavoro intermittente, somministrazione) che sostituiscono progressivamente il lavoro stabile.

La Regione Marche ha dunque ritenuto opportuno, anche nel 2013, proseguire in un’azione di sostegno alla protezione sociale, di difesa del lavoro, dei livelli occupazionali, di contrasto alla precarietà, di sostegno al reddito delle fasce deboli, combinati con misure volte a incentivare qualità e innovazione nello sviluppo.

Nonostante la c.s. Spending Review abbia previsto tagli ai trasferimenti statali per la Regione Marche, in circa 420 milioni di euro così suddivisi:  sanità: - 185 milioni Euro  - patto di stabilità: 235 milioni Euro di riduzione di capacità di spesa, il Governo regionale ha mantenuto fra i suoi principali obiettivi la difesa del lavoro e il contrasto alla precarietà.

Grazie quindi alle risorse dei Fondi europei, in particolare il Fondo Sociale Europeo per lavoro formazione e Istruzione che si aggiungono a quelle regionali, la Regione Marche e le Segreterie Regionali CGIL-CISL-UIL hanno potuto firmare un’intesa che prevede una serie di misure per il 2013, coerenti con l’obiettivo di difendere l’occupazione e la coesione sociale e, contemporaneamente, indicano alcune priorità per la fuoriuscita dalla crisi e il sostegno allo sviluppo.
Sul budget totale circa € 1.152.536,00 sono destinati agli incentivi per la stipula dei contratti di solidarietà, accordi collettivi aziendali sottoscritti dalle parti al fine di evitare in tutto o in parte riduzioni di personale, ricorrendo ad una riduzione dell’orario di lavoro.  Si conferma così il contributo regionale per evitare licenziamenti in tutte le imprese e/o nelle imprese fino a 15 dipendenti e in quelle con più di 15 dipendenti escluse dal campo di applicazione della Cigs.