Purtroppo, anche per il 2013, si va confermando lo
scenario recessivo dell’economia nazionale, già sperimentato nel 2012, che avrà
inevitabili ricadute anche sul sistema economico e occupazionale regionale.
Nell’anno precedente il ricorso agli ammortizzatori sociali si è mantenuto a
livelli ancora molto elevati, mentre continua ad aumentare il ricorso a
tipologie contrattuali precarie e discontinue (contratti a termine, lavoro
intermittente, somministrazione) che sostituiscono progressivamente il lavoro
stabile.
La Regione Marche ha dunque ritenuto opportuno,
anche nel 2013, proseguire in un’azione di sostegno alla protezione sociale, di
difesa del lavoro, dei livelli occupazionali, di contrasto alla precarietà, di
sostegno al reddito delle fasce deboli, combinati con misure volte a
incentivare qualità e innovazione nello sviluppo.
Nonostante la c.s. Spending Review abbia previsto
tagli ai trasferimenti statali per la Regione Marche, in circa 420 milioni di
euro così suddivisi: sanità: - 185
milioni Euro - patto di stabilità: 235
milioni Euro di riduzione di capacità di spesa, il Governo regionale ha
mantenuto fra i suoi principali obiettivi la difesa del lavoro e il contrasto
alla precarietà.
Grazie quindi alle risorse dei Fondi europei, in
particolare il Fondo Sociale Europeo per lavoro formazione e Istruzione che si
aggiungono a quelle regionali, la Regione Marche e le Segreterie Regionali
CGIL-CISL-UIL hanno potuto firmare un’intesa che prevede una serie di misure
per il 2013, coerenti con l’obiettivo di difendere l’occupazione e la coesione
sociale e, contemporaneamente, indicano alcune priorità per la fuoriuscita
dalla crisi e il sostegno allo sviluppo.
Sul budget totale circa € 1.152.536,00 sono
destinati agli incentivi per la stipula dei contratti di solidarietà, accordi
collettivi aziendali sottoscritti dalle parti al fine di evitare in tutto o in
parte riduzioni di personale, ricorrendo ad una riduzione dell’orario di
lavoro. Si conferma così il contributo
regionale per evitare licenziamenti in tutte le imprese e/o nelle imprese fino
a 15 dipendenti e in quelle con più di 15 dipendenti escluse dal campo di
applicazione della Cigs.